Resilience - Un tema, una scelta, una necessita'
- Silvia Vazzana
- 10 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 14 apr
La resilienza non è perfezione.
Non è forza muscolare, né ostentazione di controllo.
È una qualità silenziosa, fatta di presenza, adattamento, rinascita.
Essere resilienti significa resistere senza irrigidirsi, rimanere in piedi anche quando tutto intorno sembra crollare.
È la capacità di continuare o di ricominciare.
Di respirare a fondo, anche quando manca l’aria.
È la delicatezza che non si spezza.
Negli ultimi anni, questa resilienza è diventata per me qualcosa di più di una parola: è diventata una necessità vitale.
Ho vissuto un'esperienza di stalking, che mi ha portata ad affrontare due denunce (nel 2019 e nel 2022) ed un processo.
In Scozia – dove risiedevo – non è previsto alcun supporto legale per le vittime.
Ho affrontato tutto senza un avvocato, da sola.
Lo stalker è stato assolto per motivi psichiatrici.
Eppure, ho trovato la forza di alzare la voce, di rispondere in aula ad un avvocato sessista, e di portare avanti una campagna di sensibilizzazione sul diritto all’assistenza legale per le vittime di stalking, arrivando fino al Parlamento scozzese.
Da questa esperienza ho tratto due cose: una nuova consapevolezza e una forte disillusione.
Consapevolezza di ciò che va cambiato. Disillusione per un sistema che non protegge.
Nel novembre del 2023 ho deciso di fare un passo enorme: tornare in Sicilia dopo 14 anni.
Ho cambiato tutto: paese, casa, vita, lavoro.
E per farlo, ho avuto bisogno di una quantità immensa di resilienza.
Quando anche quella sembrava esaurita, l’ho cercata altrove, nell’arte.
È così che è nata “Resilience”, una collezione visiva che parte da un bisogno personale e profondo. Un’indagine poetica su quella forza invisibile che, come certe piante resilienti, riesce a fiorire anche nei luoghi più ostili.
Mi sono lasciata ispirare dalla natura, in particolare da quelle piante capaci di sopravvivere alle tempeste, alle siccità, agli strappi.
Capaci di piegarsi senza spezzarsi.
Capaci di tornare a vivere, a crescere, a sbocciare.
Attraverso questa collezione voglio offrire uno spazio in cui fermarsi, riconoscersi, respirare.
Un invito a prendersi il tempo di rallentare e ricominciare, con dolcezza e dignità.
Questo progetto è dedicato a chi si sente stanc*, fragile, vuot*.
A chi ha bisogno di ricordare che anche la fragilità è una forma di forza.

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